Al fine di raggiungere i propri obiettivi IL BRUCO E LA FARFALLA®-ONLUS si avvale della collaborazione di professionisti e consulenti esterni. Quello che segue è una parte del programma formativo proposto. I seminari non indirizzati alla formazione degli associati sono organizzati direttamente dai formatori stessi.
Questi percorsi formativi sulla morte, il morire e l'accompagnamento, sono principalmente degli incontri con la vita, con un'esistenza che non nega la morte e la paura di quest'ultima e dove gli aspetti pratici, scevri da dogmi, si articolano con apporti di ampio respiro culturale.
I seminari proposti derivano dalla pratica di formazioni in campo sanitario, educativo, sociale e terapeutico, e dalla ricerca applicata a singoli e a gruppi con particolare riferimento all'educazione degli individui al rispetto della vita fino alla morte.
Scuole, ospedali, comunità, enti, associazioni e privati possono organizzare delle sessioni locali delle varie proposte formative offerte da IL BRUCO E LA FARFALLA®-ONLUS contattando telefonicamente la segreteria formativa al (+39) 335 91 79 11 oppure cliccando su questo link.
DIZIONARIO DE MAURO
s.f.
1 CO il disidratare, il disidratarsi e il loro risultato
2 CO TS alim., riduzione della quantità d'acqua presente in alcuni alimenti, spec. verdure, per aumentarne la durata di conservazione
[...]
4 TS chim., reazione nella quale la molecola di un composto viene privata di idrogeno e ossigeno in proporzioni tali da formare una o più molecole d'acqua
5 TS fis., eliminazione, con mezzi fisici o chimici, dell'acqua contenuta in una sostanza
6 CO TS med., perdita eccessiva di liquidi organici da parte dei tessuti, tale da nuocere alle normali funzioni dell'organismo o addirittura procurare la morte.
GARZANTI LINGUISTICA
Deriv. di disidratare
s.f.
1 (scient.) eliminazione di acqua, spontanea o provocata, da una sostanza o da un corpo 2 (med.) perdita di liquidi organici che altera le normali funzioni fisiologiche.
ENCICLOPEDIA DELLA MEDICINA - GARZANTI Eccessiva perdita di acqua da parte dell'organismo, per lo più determinata da cause patologiche (per esempio vomito e diarrea profusi, emorragie, stati tossinfettivi).
COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA
(18 dicembre 2003)
abstract
Con “Dichiarazioni anticipate di trattamento” si indicano documenti con i quali una persona, dotata di piena capacità, esprime la sua volontà circa i trattamenti ai quali desidererebbe o non desidererebbe essere sottoposta nel caso in cui, nel decorso di una malattia o a causa di traumi improvvisi, non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato.
Il CNB, dopo aver richiamato i testi più rilevanti sul piano nazionale ed internazionale sul tema, afferma che sul piano etico non esistono obiezioni nei confronti delle Dichiarazioni di trattamento. A fronte di questo consenso di principio, il CNB riconosce che è possibile avanzare alcune riserve in ordine alla struttura e alle modalità di attuazione di tali documenti. Nel Parere ci si sofferma in particolare sul rischio di astrattezza e ambiguità delle Dichiarazioni; sulle indicazioni operative in esse contenute; sulla loro vincolatività e sulla implementazione.
Il CNB ritiene che le Dichiarazioni anticipate non devono in alcun modo essere intese come una pratica che possa indurre o facilitare logiche di abbandono terapeutico e che siano legittime solo quando rispettino i seguenti criteri generali:
abbiano carattere pubblico, siano fornite di data, redatte in forma scritta, da soggetti maggiorenni, capaci di intendere e di volere, informati, autonomi e non sottoposti ad alcuna pressione;
non contengano disposizioni aventi finalità eutanasiche, che contraddicano il diritto positivo, le regole di pratica medica, la deontologia;
siano tali da garantire la massima personalizzazione della volontà del futuro paziente, non consistendo nella mera sottoscrizione di moduli prestampati, siano redatte in maniera non generica, auspicabilmente con l’assistenza di un medico, che possa controfirmarle. Il CNB ritiene opportuno che il legislatore intervenga esplicitamente in materia; che la legge obblighi il medico a prendere in considerazione le Dichiarazioni, escludendone espressamente il carattere vincolante, ma imponendogli, sia che le attui sia che non le attui, di esplicitare formalmente in cartella clinica le ragioni della sua decisione; che le dichiarazioni anticipate possano eventualmente indicare i nominativi di uno o più soggetti fiduciari, da coinvolgere obbligatoriamente, da parte dei medici, nei processi decisionali; che, ove le dichiarazioni anticipate contengano informazioni “sensibili” sul piano della privacy, la legge imponga apposite procedure per la loro conservazione e consultazione.
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DIZIONARIO DE MAURO
s.f.inv.
1 TS chim., fis., tecnica di separazione dei colloidi dai cristalloidi presenti in uno stesso solvente, basata sul diverso comportamento dei due tipi di sostanze nel diffondere e nel non diffondere attraverso una membrana semipermeabile
2 TS med., procedimento terapeutico che sfrutta tale processo chimico-fisico per la depurazione del sangue, spec. in caso di insufficienza degli organi emuntori
3a TS ret., frattura del periodo mediante un inciso
3b TS ret., nella retorica classica, costrutto senza congiunzione, asindeto.
GARZANTI LINGUISTICA
[...]
Dal gr. diálysis 'scioglimento, separazione', deriv. di dialy/ein 'separare'
s.f.
1 (chim.) processo di separazione di sostanze in soluzione da altre ivi disperse (p. e. colloidi) mediante diffusione della soluzione attraverso un'apposita membrana
2 (med.) emodialisi
3 figura retorica consistente nell'interrompere un periodo mediante un inciso.
DIZIONARIO ENCICLOPEDICO MEDICINA - LAROUSSE RIZZOLI (gr. dialysis, dissoluzione), processo di rimozione delle tossine direttamente al sangue (Emodialisi) o indirettamente mediante il liquido peritoneale (dialisi peritoneale) che viene effettuato facendo passare, per diffusione, le tossine da depurare, attraverso una membrana se permeabile o attraverso il processo dell'ultrafiltrazione. Le tecniche di dialisi e di emofiltrazione si possono rivelare particolarmente utili per la risoluzione di alcuni dei problemi connessi alla presenza dell'insufficienza renale sia essa cronica sia in casi acuti come quelli per esempio dovuti a intossicazione. Per eliminare l'urea e altre scorie metaboliche presenti nel sangue nella terapia dell'insufficienza renale da alcuni anni è stato introdotto un nuovo sistema di dialisi peritoneale continua ambulatoriale (CAPD, ovvero continous ambulatory peritoneal dialysis) che consente ai pazienti un'ampia autonomia di movimento. Si tratta di un metodo molto più semplice e pratico che consiste nel mantenere la soluzione dialitica continuativamente nel cavo peritoneale, drenandola o sostituendola con soluzione fresca quattro volte al giorno. Viene a tale scopo inserito un catetere a permanenza nel cavo peritoneale (catetere di Tenckhoff), alla cui estremità sporgente all'esterno del corpo è attaccato un sacchetto di plastica. Ogni 6 ore il paziente fa defluire attraverso il catetere nel sacchetto il liquido di dialisi, sostituisce questo sacchetto con uno ricolmo di 2 litri di nuovo liquido di dialisi e lascia che questo entri, nel giro di pochi minuti, nel cavo peritoneale. Ripiega il sacchetto vuoto su se stesso e lo fissa sui fianchi con una fascetta. Dopo 6 ore slega il sacchetto, lascia che si riempia e lo sostituisce con uno nuovo. Negli intervalli di tempo tra le operazioni di drenaggio e la sostituzione del liquido il catetere viene chiuso e il paziente può svolgere le sue normali attività. In seguito a miglioramenti delle tecniche di trapianto, alla disponibilità di organi e alla nascita di centri specializzati, per i pazienti affetti da insufficienza renale si intravedono nuove speranze. Esistono tuttavia altri tipi di dialisi sia peritoneale sia di emodialisi che vengono utilizzati a seconda della tipologia di paziente, di eventuali patologie concomitanti e di altre variabili cliniche. La dialisi peritoneale in genere per esempio, è meno "stressante" rispetto all'emodialisi ma risulta di difficile, se non controindicato utilizzo, in pazienti con recenti ferite addominali, fistole, protesi vascolari intraddominali recenti, ipotensione e sanguinamento attivo.
DIZIONARIO DE MAURO
s.f.
1 TS psic., perdita delle facoltà mentali spec. per lesioni cerebrali
2 CO estens., follia, pazzia.
GARZANTI LINGUISTICA http://www.garzantilinguistica.it/http://www.garzantilinguistica.it
[...]
Dal lat. dementi°a(m), deriv. di dìmens -ìntis 'demente'
s.f.
1 (med.) infermità mentale dovuta a lesioni anatomiche diffuse o a focolaio, caratterizzata da perdita delle facoltà intellettuali: demenza precoce, schizofrenia; demenza senile, quella che accentua in modo precoce il naturale decadimento mentale della senilità
2 (estens.) stupidità, incapacità.
DIZIONARIO ENCICLOPEDICO MEDICINA - LAROUSSE RIZZOLI (lat. Dementia), deterioramento cronico innanzitutto delle funzioni cognitive, inizialmente soprattutto legate alla sfera della memoria e, in gnerale di alcune funzioni intellettive. Il deterioramento, per essere classificato come demenza, deve determinare una significativa interferenza con la possibilità di restare completamente autosufficienti. Classicamente la demenza viene classificata come Alzheimer o non Alzherimer. La demenza di Alzheimer è rappresentata da una inesorabile perdita della funzione cognitiva associata all'eccessiva presennza di placche senili nella corteccia cerebrale e nella sostanza grigia al di sotto della corteccia, con numerose aree di degenerazione a vortice che sono formate soprattutto da una sostanza detta beta-amiloide. Tra le demenze non Alzheimer ricordiamo le più comuni: la Demenza a corpi di Lewy (i corpi di Lewy sono la lesione tipica del Parkinson) caratterizzata dalla presenza di allucinazioni, tipicamente visive e la Demenza vascolare caratteristica di soggetti con concomitante ipertensione arteriosa e/o diabete mellito o che fanno abuso di tabacco con tipiche compromissioni funzionali legate a singoli infarti cerebrali in zone cruciali o a piccoli e medi vasi cerebrali. La demenza, in generale, è perlopiù una malattia dell'anziano. E la velocità di progressione è estremamente variabile anche tra i soggetti affetti dallo stesso tipo di demenza. Il controllo dell'ipertensione e/o del diabete, nella demenza vascolare può arrestarne o rallertarne di molto l'evoluzione. In generale vengono attuati semplici provvedimenti di sostegno (per esempio creazione di un ambiente familiare stimolante, favorevole ad ogni stimolazione, esecuzione di attività regolari e poco stressanti da parte del malato) che, pur non determinando il definitivo arresto del declino intellettivo, possono risultare di notevole aiuto nel rallentamento della progressione della malattia.
DIZIONARIO DE MAURO
s.m.
TS med.
1a posizione del corpo a letto
1b lesione cutanea ulcerativa che compare sui punti di maggiore pressione in pazienti costretti a una lunga degenza a letto | estens., degenerazione di cellule e tessuti in parti del corpo diverse dalla pelle
[...]
GARZANTI LINGUISTICA
[...]
Deriv. del lat. decumbe°re 'coricarsi'
s.m.
posizione di chi giace in un letto | piaghe da decubito, (med.) quelle che si formano per compressione o sfregamento sulle parti del corpo di un ammalato costretto a giacere lungamente a letto.
GARZANTI - ENCICLOPEDIA DELLA MEDICINA Posizione assunta dal malato nel letto. Si dice indifferente attivo quando la posizione è assunta volontariamente dal soggetto,obbligato quando la posizione è imposta dalle condizioni di una malattia: per esempio i pazienti affetti da insufficienza respiratoria devono stare seduti (decubito ortopnoico) piaghe da Piaghe necrotiche che si formano, in ammalati costretti a letto per lungo tempo, nei punti in cui il peso del corpo esercita la maggior pressione (regione sacrale, calcagno)
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n.b.: una interessante guida rapida di riferimento in formato .pdf sul trattamento e la prevenzione delle ulcere da pressione è scaricabile sul sito dell'AISLEC - Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee, al seguente link